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Anche il CNCA firma l’appello ‘Cappellani militari senza stellette’

Pax Christi, Mosaico di pace e Centro Studi economico-sociali per la Pace dicono No all’Intesa governo italiano-Santa Sede, nella quale sono previsti, ancora, stellette e stipendi per i sacerdoti che assistono le forze armate 

APPELLO
CAPPELLANI MILITARI SENZA STELLETTE

“Con delibera dell’8 febbraio, il Consiglio dei Ministri informa che è stato approvato ‘lo  schema d’Intesa tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede sull’assistenza spirituale alle Forze Armate‘. Purtroppo, in questa Intesa ‘l’inquadramento, lo stato giuridico, la retribuzione, le funzioni e la disciplina’ dei cappellani militari restano quasi le stesse di prima” (dall’editoriale di Alex Zanotelli, Mosaico di pace, marzo 2018).

Stesso inquadramento militare dei cappellani, quindi, stesse stellette e stessi stipendi.

Unica novità: la riduzione del numero dei cappellani degli attuali 204 a 162.

Ora l’Intesa “sarà sottoposta alla firma delle due Parti, Stato e Santa Sede e il suo contenuto dovrà essere recepito con apposito disegno di legge” del Parlamento. Ma l’iter è ancora lungo. E così noi tutti possiamo far sentire la nostra voce.

Da tempo, Pax Christi, Mosaico di pace e il Centro Studi Economico-Sociali per la Pace hanno a cuore la smilitarizzazione dei cappellani militari.

Crediamo che, in questo tempo, sia ancora possibile rivedere e modificare l’Intesa, anche perché lo stretto connubio tra Forze Armate e cappellani militari è in chiaro contrasto con il Vangelo – perché l’Intesa integra i cappellani nelle Forze Armate, sempre più impegnate a fare guerra “ovunque i nostri interessi vitali siano minacciati”, come recita il Libro Bianco della Difesa – e con quanto ci ha insegnato Gesù che va nella direzione della nonviolenza attiva.

Chiediamo

che venga abolito l’inquadramento militare dei cappellani e che l’assistenza spirituale al personale militare sia data alla pastorale ordinaria.

p. Alex Zanotelli, direttore responsabile Mosaico di pace
Mons. Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale Pax Christi
d. Renato Sacco, coordinatore nazionale Pax Christi
Sergio Paronetto, Presidente Centro Studi Economico-Sociali per la Pace di Pax Christi

Per adesioni e sottoscrizioni: Mosaico di pace, info@mosaicodipace.it – www.mosaicodipace.it

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EDITORIALE/MARZO 2018
CAPPELLANI MILITARI SENZA STELLETTE?
ALEX ZANOTELLI, Direttore responsabile

Non è una buona notizia quella che ci arriva sui cappellani militari. È una doccia fredda sulle calde aspettative che nutrivamo in proposito. Con delibera dell’8 febbraio, il Consiglio dei Ministri informa che è stato approvato “lo schema d’Intesa tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede sull’assistenza spirituale alle Forze Armate”. Purtroppo, in questa Intesa “l’inquadramento, lo stato giuridico, la retribuzione, le funzioni e la disciplina” dei cappellani militari restano quasi le stesse di prima. Unica novità: la riduzione del numero dei cappellani degli attuali 204 a 162. Gli stipendi invece rimangono gli stessi. L’ordinario militare (il cosiddetto vescovo castrense), assimilato a un generale di corpo, d’armata avrà 126 mila euro all’anno; per il vicario generale (generale di divisione) 104 mila euro; per il primo cappellano capo (maggiore) 48 mila euro e per il cappellano (capitano) 43 mila….

Lo Stato spenderà oltre dieci milioni di euro per mantenere i preti con le stellette. Ora l’Intesa “sarà sottoposta alla firma delle due Parti, Stato e Santa Sede e il suo contenuto dovrà essere recepito con apposito disegno di legge” del Parlamento. L’iter è ancora lungo.

E così noi tutti possiamo far sentire la nostra voce. Sinceramente, dopo anni e anni di contestazione dei cappellani militari sia da parte laica come da parte ecclesiale (preti e vescovi inclusi!), non riesco a capire come si sia arrivati a una tale Intesa. … Papa Francesco è stato sulla tomba di don Milani, un duro contestatore di tale realtà con la famosa lettera “Ai cappellani militari toscani”. Tra poco si recherà sulla tomba di don Tonino Bello che si è espresso contro i cappellani perché “non consoni alla credibilità evangelica ed ecclesiale”.

Ma … chi ha voluto questa Intesa? Forse la Conferenza Episcopale Italiana? O forse l’ordinario militare, il vescovo responsabile dei cappellani militari? Chiunque abbia deciso, una cosa mi sembra chiara: questa decisione è in contrasto con il magistero di papa Francesco contro la guerra e in favore della nonviolenza attiva. Ma stride soprattutto con il Vangelo, perché l’Intesa integra i cappellani nelle Forze Armate d’Italia sempre più impegnate a fare guerra “ovunque i nostri interessi vitali siano minacciati”, come recita il Libro Bianco della Difesa della Ministra Pinotti. È questo che è avvenuto nelle guerre in Afghanistan, Iraq, Libia. E per fare questo, il bisogno di armarsi fino ai denti, arrivando a spendere lo scorso anno in Difesa 25 miliardi di euro, pari a 70 milioni di euro al giorno. Tutto questo contrasta con quanto ci ha insegnato Gesù. Per cui diventa una profonda contraddizione avere sacerdoti inseriti in tali strutture.

Ma sono soprattutto i fedeli a scandalizzarsi nel vedere sacerdoti con le stellette con gradi di generale, maggiore, capitano e per di più pagati così profumatamente. È da anni che tanti cristiani continuano a chiedere ai vescovi che l’assistenza spirituale al personale militare sia data alla pastorale ordinaria e che il sistema dei cappellani militari venga soppresso. Fino a quando devono attendere?

Come direttore di Mosaico di Pace, non per mia scelta ma per volere di don Tonino Bello, aggiungo la mia voce al vasto movimento cattolico e laico che chiede la fine di questo scandaloso connubio fra Forze Armate e Chiesa.

Per questo mi appello a papa Francesco perché intervenga e renda così più credibile la scelta della Chiesa per la pace.

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Anche il CNCA aveva presentato, nell’Assemblea nazionale di giugno 2017, una lettera alla CEI in cui si chiedeva di smilitarizzare i cappellani militari, per prendere sul serio la proposta di don MIlani.

Leggi qui: https://bit.ly/2sDqgH9.

CNCA
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