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Gruppi Tematici e Cantieri


I Gruppi tematici sono formati da operatori che appartengono ai vari gruppi soci della Federazione. Sono organizzati per tematiche di intervento con lo scopo di:

- studiare e approfondire le conoscenze pertinanti i vari ambiti di intervento;
- favorire la circolazione delle informazioni e la condivisione di esperienze;
- sostenere lo scambio di buone prassi con carattere innovativo realizzate dai gruppi nelle diverse parti d'Italia;
- sviluppare forme di cooperazione con l'Agenzia nazionale del CNCA nell'ambito di iniziative progettuali su bandi di gara a livello regionale, nazionale ed europeo;
- contribuire all'elaborazione culturale e politica della Federazione nei suoi vari ambiti di intervento;
- esprimere referenze tecniche qualificate in grado di rappresentare la Federazione ai vari tavoli di lavoro promossi da enti e istituzioni pubbliche.

I Gruppi tematici si riuniscono periodicamente solitamente presso la sede di Roma del CNCA. Ricca è la loro elaborazione culturale, affidata anche alla produzione di documenti frutto di iniziative di studio, ricerca, momenti seminariali e formativi.

Ci sono Gruppi tematici attivi a livello di Federazione nazionale e a livello di Federazioni/Aree regionali.
A livello nazionale sono attivi i seguenti gruppi:


I Cantieri sono luoghi di confronto per lo sviluppo di un pensiero strategico su questioni trasversali ai vari ambiti di impegno tradizionali del CNCA.
Sono coordinati da consiglieri nazionali e aperti alla partecipazione sia di operatori e organizzazioni appartenenti alla Federazione che non.
I Cantieri sono stati "inaugurati" nell'Assemblea di Lamezia Terme del giugno 2014 e attualmente ne sono operativi tre:
- Internazionale e migrazioni, coordinato da Gigi Nardetto 
- Generare sociale e nuovi modelli di sviluppo, coordinato da Marina Galati
- Fragilità, vulnerabilità e processi di marginalizzazione in atto, coordinato da Matteo Iori 

Il cantiere "Internazionale e migrazioni" risponde alla necessità di sviluppare il pensiero strategico del CNCA sulle tematiche che in maniera trasversale vedono impegnati le organizzazioni della Federazione: migrazioni, sostenibilità ambientale, cooperazione, lotta alla povertà. Ciò con particolare riferimento ai mutamenti e alle crisi di questa fase storica che richiedono una spiccata capacità di lettura della globalità dei fenomeni in atto per potere intraprendere le azioni necessarie ed orientare le politiche di welfare e i servizi di accoglienza gestiti dalle organizzazioni del CNCA. Il cantiere si propone di:
• individuare all'interno delle organizzazioni socie e delle Federazioni regionali, diffondere e sostenere (sia al proprio interno ma anche all'esterno del CNCA) lo sviluppo di esperienze e pratiche basate su modelli di accoglienza ed inclusione sociale delle persone migrate in Italia;
• elaborare proposte su alcuni temi fondamentali di questa fase in merito alla cittadinanza dei cittadini stranieri in Italia e all'accoglienza dei rifugiati;
• sostenere forme di cooperazione e scambio con alcune realtà pubbliche e private di altri paesi dell'Europa, Africa, Asia e America Latina.

Il cantiere "Generare sociale e nuovi modelli di sviluppo" parte dalla considerazione che le organizzazioni aderenti al CNCA non sono mai state esclusivamente gestori di servizi, ma perturbatori di normalità. Responsabili di processi e risposte sociali, animatori di iniziative locali e globali, attori e non esecutori della cura dei beni relazionali, ambientali e sociali di città e territori.
Il cantiere assume come interrogativi di fondo le domande generate dalla crisi del modello di sviluppo oggi esistente in Occidente, assumendo al tempo stesso la sfida che l'innovazione e il cambiamento potrebbero portarci lontano dalle nostre radici. Come conciliamo la necessità della resistenza, dell'affermazione dei diritti, della sopravvivenza della nostra modalità operativa e organizzativa con la necessità del cambiamento, dell'apertura di nuovi fronti d'intervento, con la necessità della ibridazione? E' possibile trarre dalle nostre esperienze elementi di ricomposizione tra il sociale, l'economico e il rispetto dell'ambiente? Possiamo rappresentare una forma nuova, diversa di gestione dei beni comuni? Come riconquistiamo spazi di indipendenza e criticità in grado di produrre una nuova cultura e processi politici di cambiamento?
Queste e tante altre domande ci possono aiutare a ricostruire una alternativa credibile di welfare, che superi la visione paternalistica che unisce l'enfasi della "bontà del dono" alla logica del profitto, dell'impatto sociale con la distribuzione degli utili!
Il cantiere ad oggi ha prodotto un quaderno di lavoro (Clicca qui per scaricarlo).

Il cantiere "Fragilità, vulnerabilità e processi di marginalizzazione in atto" intende "scavare" attorno ad alcuni interrogativi di fondo che favoriscano un ripensamento del modo di pensare e occuparsi della questione "fragilità" nel suo complesso. Le persone più fragili hanno sempre trovato nel CNCA delle risposte adeguate ai loro bisogni. Ma è ancora così? Certamente le organizzazioni del Cnca hanno grandi esperienze sul tema delle marginalità più estreme, ma quanto sono in grado di fare una lettura dei nuovi sistemi di esclusione sociale? Quanto sappiamo di coloro che sono "nel mezzo"? Che fanno fatica a rivolgersi ai servizi sociali, che non sono così marginali da aver diritto ad un aiuto, ma nemmeno così autonomi da risolvere da soli le proprie difficoltà? Quanti anziani, immigrati, coppie separate, persone che hanno perso il lavoro, giovani che il lavoro non lo cercano neppure più, ci sono accanto ai nostri servizi e come rispondiamo ai loro bisogni di welfare, in un contesto in cui il welfare non ha risposte per loro? Quanto la nostra lettura, tendenzialmente orientata alle gravi marginalità, ci ostacola nel riconoscere i nuovi bisogni di welfare e nel renderci disponibili a innovare i nostri servizi? Quali sono invece le esperienze del CNCA più innovative in questi campi che hanno saputo mettere al centro parametri diversi di intervento?
Il cantiere si propone quindi di organizzare momenti di lavoro per ragionare insieme su un'eventuale riscrittura identitaria, costruire diverse chiavi di lettura dei processi di esclusione, fare una riflessione su nuovi indicatori del bisogno sociale aiutando gli operatori a rileggere e ridefinire il bisogno stesso, facendosi aiutare anche con apporti qualificati di esperti a inquadrare il fenomeno, a individuare i processi di marginalizzazione in atto, a continuare a coltivare la speranza innovando, condividendo, accogliendo.

 

 

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