Dal terzo settore

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''Il lavoro gravemente sfruttato", un ciclo di seminari organizzato da Parsec (Roma, aprile 2008)

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Negli ultimi anni in Italia le forme di lavoro gravemente sfruttato stanno assumendo una significatività crescente. Il fenomeno del lavoro coatto coinvolge soprattutto quote di lavoratori immigrati costretti per sopravvivere ad accettare qualsiasi tipo di proposta. Si tratta di rapporti lavorativi sovente dissimulati e quindi non immediatamente visibili ed identificabili come tali.

Il Progetto "Right Job: protezione, inclusione e reinserimento lavorativo per persone vittime di tratta", avviato dal 2006 dalla Cooperativa Sociale Parsec con il finanziamento del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il coofinanziamento del XIV Dipartimento alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo Locale, il Lavoro del Comune di Roma, si pone l'obiettivo di costruire e sperimentare un sistema di monitoraggio del fenomeno dello sfruttamento lavorativo schiavistico e paraschiavistico e di mettere a disposizione delle vittime una rete di servizi di primo contatto, accoglienza e protezione sociale.

Il Ciclo di Seminari "IL LAVORO GRAVEMENTE SFRUTTATO: IL FENOMENO, LA NORMATIVA E LE BUONE PRASSI" intende a tale proposito sollecitare un'attenzione specifica sul tema e creare sinergie tra saperi, pratiche e competenze dei soggetti che operano in questo ambito.

I seminari si terranno a Roma presso la Sala Blu del XIV Dipartimento - Lungotevere de Cenci, 7.

Potete scaricare il programma dei seminari e la scheda di iscrizione.
Causa numero limitato dei posti in sala, l'iscrizione dovrà avvenire entro il 26 marzo.

Per informazioni:
Segreteria organizzativa
Deborah Di Cave
Cooperativa Sociale PARSEC
V.le Jonio, 331 Roma
Tel. 06/86209991
Fax. 06/8611067
Cell. 347/9130808
Mail: direzione@theores.it

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I sindacati pronti allo sciopero nazionale sul contratto delle cooperative sociali

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I sindacati Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Fisascat Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione, fino allo sciopero nazionale, degli oltre 250.000 soci e lavoratori delle cooperative sociali. La decisione arriva a conclusione del confronto odierno con le centrali delle cooperative sociali, nel quale i sindacati "hanno verificato la strumentale posizione delle stesse con affermazioni solo verbali di accoglimento di una emergenza salariale", e "la sostanziale indisponibilita' a dare una risposta economica agli oltre 250.000 soci e lavoratori delle cooperative sociali che nell'ambito del settore socio assistenziale rappresentano i lavoratori meno retribuiti nel paese". Per queste ragioni i sindacati hanno deciso di dichiarare "l'immediato stato di agitazione di tutte la categoria e l'avvio di tutte le iniziative necessarie, fino allo sciopero nazionale, utili a raggiungere una rapida conclusione della trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto il 31 dicembre 2005".

(28/2/2008 - Fonte: Redattore Sociale-Dire)

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"Impegnati per l'Italia". Le proposte del Forum del Terzo settore

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Il Forum del Terzo settore ha presentato un proprio documento per le elezioni politiche: "Impegnati per l'Italia".

Tra i punti sottolineati del documento, figurano l’implementazione del principio di sussidiarietà, anche attraverso la stabilizzazione con legge del 5 per mille, e l’armonizzazione delle leggi nazionali e regionali sul Terzo Settore; l’inserimento nei programmi scolastici di una nuova Educazione Civica fondata sulla responsabilità civile e sull’educazione alla legalità, intesa come diritto-dovere. E, ancora, l’impegno sulle tematiche fiscali.

Cliccate QUI per scaricare l'intero documento.

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Sbilanciamoci! e i programmi elettorali: tutti criticabili

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Bocciati o rimandati. Un'analisi in pillole che si rivela severa per i partiti in lizza nelle prossime elezioni politiche. Per la Campagna Sbilanciamoci! - a cui aderisce anche il CNCA - che dal 1999 propone ogni anno una sua Controfinanziaria, i programmi elettorali dei principali schieramenti politici sono tutti criticabili anche se per ragioni diverse: "alcuni non ci piacciono, altri non sono convincenti, altri non sono credibili".

Cliccate QUI per leggere l'analisi per esteso.

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"Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie"

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Oltre 100 mila persone provenienti da tutta Italia si sono riunite stamattina a Bari convocate da Libera e Avviso Pubblico, con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e della Città di Bari, per la XIII edizione della "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie"'. Un corteo lungo, colorato, festoso composto da tantissimi giovani che sin dalle prime ore del mattino si è riunito a Punta Perotti, l’ecomostro abbattuto simbolo della legalità. Presenti i gonfaloni di tantissimi comuni d'Italia, striscioni delle scuole della Sicilia, della Calabria, della Lombardia, del Piemonte.

Ad aprire il corteo Luigi Ciotti, con i familiari delle vittime delle mafie. Presenti, tra gli altri al corteo, i ministri Massimo D’Alema e Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente della camera Fausto Bertinotti, Francesco Forgione presidente della commissione antimafia, il magistrato Giancarlo Caselli.

Durante il corteo sono stati scanditi i nomi delle oltre 700 vittime delle mafie. Nomi di semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

«Basta! – ha affermato Luigi Ciotti, presidente di Libera – le parole sono stanche. Contro le mafie serve l’agire concreto a partire dalle istituzioni e dal mondo politico. Ma il cambiamento – ha proseguito Luigi Ciotti – ha bisogno di tutti, di noi. Dobbiamo prendere coscienza che c’è bisogno delle nostre scelte, del nostro fare concreto, del nostro impegno, del nostro coraggio, della nostra voglia di metterci in gioco, delle denunce che nella quotidianità fanno la loro parte.

A Bari hanno marciato, anche circa 200 giovani europei in rappresentanza di oltre 50 ong di 30 Paesi del Mediterraneo, dei Balcani e dell’ex Unione Sovietica del Caucaso che insieme a Libera presenteranno a Bruxelles al Paralamento europeo agli inizi di giugno la prima "Rete Europea contro le mafie".

(15/3/08 - Fonte: Libera)

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