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Il CNCA aderisce alla campagna per l'approvazione di una Legge del Buon Samaritano

L'appello al parlamento è stato lanciato da ITARDD, Rete Italiana di Riduzione del Danno, e INTANPUD, Rete italiana delle persone che usano sostanze.

 "Soccorrere una persona in overdose deve essere più facile. Ci sono circostanze nelle quali una persona che chiama i soccorsi può incorrere a indagini da parte dell'Autorità Giudiziaria. Per esempio chi assiste a un'overdose e chiama i soccorsi spesso si trova a spiegare alle autorità perché stava con la vittima, dove e come si è procurata la sostanza e chi l'ha ceduta. Non a caso ogni notizia di cronaca di un'overdose alla quale intervengono i soccorsi si chiude con "Ora sono avviate le indagini per individuare lo spacciatore", anche in caso di overdose non fatale".

Inizia così la petizione lanciata su change.org da ITARDD e INTANPUD alla quale ha aderito il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA). 

La cosiddetta Legge del Buon Samaritano è già stata applicata in molti stati degli Usa e in alcuni europei.

L'apppello, firmato al momento da 350 persone o soggetti della società civile, chiede che questa venga applicata anche in Italia: "Per la legge penale italiana, esiste l'obbligo di prestare assistenza ai soggetti che si trovino in difficoltà, quando vi sia uno "stato di grave necessità". L'overdose rientra a pieno titolo nei casi di "stato di grave necessità". Tuttavia, e in contraddizione con questa norma, l'eventualità che la richiesta di soccorso possa attivare indagini di polizia riduce la probabilità che il soccorso venga richiesto. Bisogna rimuovere ogni ostacolo al tempestivo intervento in caso di overdose. Questo è un fatto accettato in tutto il mondo, ed è da questa consapevolezza che nasce la Legge del Buon Samaritano. Riteniamo che sia necessario attivarsi in Italia affinché sia discussa e approvata in Parlamento una Legge del Buon Samaritano. È un'iniziativa che non ha bisogno di alcuna copertura economica e che può salvare vite umane. Riteniamo che i tempi siano maturi, che non possa essere rinviata la sfida per affermare che le overdose sono un tema di salute pubblica, e non episodi di cronaca giudiziaria".

 
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