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Prevenire l'HIV sul web

Al via un progetto di analisi della comunicazione digitale tra i giovani con l'obiettivo di definire delle linee guida per un'informazione diffusa sul virus.

Parte il progetto 'NetWorking Technologies Contro l'Hiv', finanziato dal Ministero della Salute, con capofila il Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio Asl Roma 1, con la presenza del CNCA tra i partner. Il web è il principale canale di informazione dei giovani. Le condivisioni sui social media, i trend e il tipo di contenuti veicolati sono stumenti fondamentali per capire quale sia lo stato di conoscenza dei giovani di un determinato tema. Come viene trattato il tema dell'HIV sul web? L'informazione a disposizione dei giovani è adeguata? Esiste ancora uno stigma verso le persone affette dal virus e una consapevolezza adeguata dei metodi di diffusione?

"L'obiettivo alto del percorso è quello di prevenire le nuove infezioni di HIV tra i giovani", spiega Maria Stagnitta, referente del CNCA per il progetto. "I dati ufficiali (ISS-COA) indicano in circa 3500 i casi incidenti di diagnosi di infezione da HIV, e riguardano soprattutto i giovani tra i 25 e i 29 anni, che risultano essere quindi la classe di età con la più alta incidenza di HIV (14,8 nuovi casi per 100.000 residenti). Diventa pertanto fondamentale indirizzare l'attenzione ai giovani utilizzando i canali comunicativi ad essi più congeniali".

Attraverso l'analisi di un'enorme mole di dati informali, raccolti sui forum di settore, discussioni su blog e social media, l'obiettivo del progetto è infatti quello di capire a che punto è la consapevolezza dei rischi e la qualità del dibattito tra le nuove generazioni. Un'analisi utile a sviluppare strategie più efficaci in grado di raggiungere tutte le fasce di popolazione.

"L'attenzione dei giovani sul tema sta scemando e al tempo stesso si stanno diffondendo false convinzioni, quali, ad esempio, che sia stato trovato un vaccino, che la pillola contraccettiva protegga contro il rischio di infezione, che l'infezione si trasmetta attraverso una puntura di zanzara", spiega Stagnitta. "Per quanto riguarda le informazioni sulle modalità di trasmissione del virus si registra un analfabetismo di ritorno. Questo può comportare da un lato l'abbassamento dei livelli di attenzione, mettendo in atto comportamenti a rischio, e dall'altro aumentare lo stigma nei confronti di persone con HIV".

'NetWorking Technologies Contro l'Hiv' prevede il coinvolgiimento oltre che di Cnca anche altre organizzazioni quali Anlaids, Arcigay, Caritas, CICA, Mario Mieli, San Benedetto al Porto, Gruppo Abele, LILA, Nadir, Plus Onlus, associazioni che sono membri del Comitato tecnico sanitario Sezione M, istituito presso il Ministero della Salute e che lavorano insieme da molti anni e hanno sviluppato un approccio condiviso e sinergico che tiene conto delle peculiarità di ciascuno, sia negli interventi che nel target principale.

 
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