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Protesta degli operatori sociali dinanzi alla Regione Lazio

Lavoro e welfare i temi sollevati. Il CNCA Lazio tra i promotori della manifestazione


Qui di seguito rendiamo accessibili due lanci dell'Agenzia Redattore Sociale relativi all'iniziativa di oggi.


Lazio, prime risposte alle cooperative infuriate

Musica in strada, striscioni di protesta sugli alberi e sui cancelli: di fronte alla sede della Regione Lazio protestano i lavoratori del sociale, ragazzi e adulti impegnati ogni giorno con minori e disabili, anziani e tossicodipendenti, rom e immigrati. Lavorano in strada e sul campo, guadagnano chi settecento, chi mille euro al mese o poco di più, e i loro contratti hanno tutti una specificazione ("a termine", "a progetto", "di collaborazione") che significa insicurezza e incertezza: vite legate alla sorte dei servizi nei quali operano, contratti a tre mesi, a sei mesi, a un anno, quando proprio va bene. "Non oltre – dicono – perché i progetti sul territorio sono legati ai finanziamenti, agli stanziamenti, ai pagamenti dello Stato, della Regione o dei Comuni: e ben che vada tutto questo c’è nell’oggi, ma nel domani forse".

Protestano davanti alla Regione sotto il sole di un mattino di primavera e parlano di un settore maltrattato, che vede calpestata da tempo la sua dignità: dopo un incontro straordinario, nella serata di ieri, con gli assessori alle Politiche sociali Anna Salome Coppotelli e alla Sanità Augusto Battaglia, chiedono ora un faccia a faccia con il presidente Piero Marrazzo e con l’assessore al Bilancio Luigi Nieri. "I problemi del nostro comparto – spiega Carlo De Angelis del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza-Cnca del Lazio – sono due: la questione legata alla precarietà dei servizi e degli interventi, che si riflette sui contratti e sulla stessa corresponsione degli stipendi, e la questione della programmazione per la costruzione di un sistema efficente e certo di servizi integrati alla persona".

La denuncia è quella del ritardo con il quale si sta affrontando la realizzazione di un nuovo welfare e del propagarsi, in questo contesto, di "interventi tappabuchi": secondo i manifestanti, cioè, l’operato delle istituzioni (e della Regione Lazio in particolare) è caratterizzato da una "visione caritatevole ed emergenziale dello Stato sociale" che non riconosce "dignità professionale" agli operatori. Occorre dunque "superare la precarietà degli interventi a tempo, dei progetti a breve scadenza e dei servizi instabili e mal pagati" perché "non possiamo permettere che associazioni, comunità, cooperative diventino supersfruttatori di se stessi per sanare le casse dello Stato: non siamo compensatori o controllori sociali".

La fine dell’emergenza passa anzitutto – secondo il Cnca e le altre organizzazioni che hanno aderito alla protesta, dal Coordinamento Enti Ausiliari della Regione Lazio (Cearl) al Dipartimento Welfare della Cgil Nazionale, fino alla Casa dei Diritti sociali – per il rispetto della puntualità dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, in modo da consentire la regolarità delle retribuzioni ai lavoratori, e per l’adeguamento delle tariffe, così da permettere che i costi sostenuti per l’erogazione dei servizi siano effettivamente coperti. Un processo che dovrà portare poi alla costruzione di un sistema integrato di interventi e servizi stabili sul territorio, con la creazione di una modalità che permetta la valutazione dei risultati di quanto svolto sul campo, in modo da garantire la bontà della scelta e delle selezioni dei progetti.

"Per troppi anni – scandisce Carlo De Angelis – abbiamo aspettato uno scatto nell’anima dei politici: pensavamo che il welfare fosse al centro dell’impegno della Regione Lazio ma così non è stato. Due anni e mezzo fa il presidente Marrazzo ci disse che le nostre preoccupazioni erano le sue, che proveniva dal nostro mondo e voleva dare delle risposte: ci ha deluso e oggi siamo qui a ricordargli che la sua Regione ha disatteso gli impegni, che non fa pianificazione, che non è stata in grado di costruire finora un percorso alto. Vogliamo che le cose cambino – conclude – e non vogliamo attendere altri due anni e mezzo".

Cooperative sociali, i primi impegni del Lazio contro l'emergenza

Un incontro non previsto, andato in scena per placare la protesta dei lavoratori del sociale e cercare una risposta alle emergenze più gravi della Regione: è quello che ha visto protagonisti nella tarda serata di ieri gli assessori alle Politiche sociali Anna Salome Coppotelli e alla Sanità Augusto Battaglia con una delegazione del Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza) e Cearl (Coordinamento Enti Ausiliari della Regione Lazio) guidate rispettivamente da Stefano Regio e Germana Cesarano. Ne è venuto fuori un documento a quattro mani che rappresenta – secondo i due organismi che questa mattina sono scesi comunque in piazza e che chiedono di essere ricevuti dal presidente Marrazzo – un "primo passo che segna un cambiamento di atteggiamento da parte degli assessori che, sottoposti alle nostre pressioni, si sono decisi finalmente a dialogare".

"I due assessori - spiega Regio del Cnca – hanno attinto alle riserve dei rispettivi bilanci provando a darci alcune risposte concrete alle emergenze in corso, quelle dei servizi attivati e giunti in scadenza e dell’impossibilità di stabilizzare i collaboratori impegnati nei progetti in corso: si tratta di una risposta minima, per quanto apprezzabile, che ci porta ora a chiedere con maggiore determinazione un incontro con il presidente della Regione e con l’assessore al Bilancio per ottenere una cospicua destinazione di risorse sui due assessorati delle Politiche sociali e della Sanità, costretti a raschiare il fondo del barile per contrastare l’emergenza".

Nell’incontro di ieri, Coppotelli e Battaglia hanno convenuto e comunicato a Cnca e Cearl che l’assessorato alle Politiche sociali darà immediata comunicazione ai Comuni capofila di Distretto e al Comune di Roma affinché garantiscano la proroga dei servizi già attivati e giunti in scadenza il 31 dicembre 2007 e il 31 marzo 2008, in attesa che vengano adottati i provvedimenti che consentano una definitiva stabilizzazione dei servizi mediante l’inserimento nei Piani di zona.

E’ stato poi garantito l’avvio di un lavoro congiunto con gli assessorati alla Formazione e al Lavoro per dare continuità ai progetti di inserimento lavorativo in scadenza al prossimo 31 agosto. L’assessorato alla Sanità, inoltre, si è impegnato ad individuare risorse integrative per garantire la piena attività delle unità di strada (con particolare riferimento al lavoro compiuto nel campo della tossicodipendenza) e a completare entro aprile le verifiche per un primo incremento di risorse destinate alle comunità terapeutiche. Previsti inoltre l’adozione entro maggio della delibera di erogazione delle risorse riguardanti alcuni progetti ministeriali in materia di nuove droghe e immigrazione, e il tentativo di recuperare i fondi non utilizzati dalla Regione per campagne di informazione e formazione degli operatori: saranno destinati all’emergenza morti per overdose.


(1-4-2008. Fonte: Redattore Sociale)

 
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