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CNCA: ''Sicurezza, preoccupanti le misure annunciate dal Governo''

Attizzare le paure sociali può produrre solo danni


CNCA: "Sicurezza, preoccupanti le misure annunciate dal Governo"

Attizzare le paure sociali può produrre solo danni

ROMA - Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime la propria preoccupazione per i provvedimenti preannunciati dal nuovo Governo in materia di sicurezza.

I punti che suscitano perplessità, quando non assoluta contrarietà, sono diversi e rilevanti:

- l'introduzione del reato di immigrazione clandestina renderebbe penalmente rilevante una situazione che, in sé, non comporta alcun danno né per la collettività né per gli altri. La norma, aldilà della sua probabile illegittimità, sarebbe poi ancor più ingiustificata per il fatto che la stragrande maggioranza delle persone immigrate presenti nel nostro Paese - che lavora, non delinque ed è richiesta per diversi bisogni - non ha avuto alcuna altra possibilità di entrare in Italia se non in modo irregolare e, per di più, riempirebbe carceri già ora sovraffollate. Inoltre, la condizione di clandestinità non permette in alcun modo di distinguere tra "buoni" e "cattivi" perché - tra l'altro - sono numerose le persone che transitano da questa condizione in quella di "regolari" e viceversa. Lascia, poi, interdetti l'idea di definire una soglia minima di reddito per poter restare nel nostro Paese: colpiamo i poveri solo perché poveri? Sarebbe più opportuno, invece, agire per regolarizzare situazioni che hanno tutti i requisiti per esserlo;

- la trasformazione dei Cpt da centri di permanenza temporanea in strutture a tutti gli effetti detentive (allungando la permanenza a 18 mesi) appare inaccettabile per diverse ragioni: riguarda persone che non hanno commesso alcun reato (se non quello eventuale di immigrazione clandestina per cui vale quanto appena detto); si riferisce a strutture che diversi rapporti di ricerca indipendenti e la stessa commissione De Mistura hanno definito del tutto inadeguate rispetto a primari diritti fondamentali; avrebbe un costo esorbitante: già oggi i Cpt costerebbero 90 milioni di euro l'anno, mentre un rimpatrio avrebbe un costo tra i 10mila e i 25mila euro;

- l'investimento che si intende fare sulle amministrazioni locali appare, in linea generale, del tutto opportuno, ma così come viene presentato sembra configurare più la definizione di un nuovo assetto repressivo (con tanto di "commissari") che un sistema in grado di far fronte alle tante questioni connesse alle paure sociali;

- l'allarme che sta di nuovo montando contro le persone rom e le persone di nazionalità romena consolida pregiudizi e intolleranze indiscriminate già ampiamente diffuse nella collettività, con l'unica conseguenza di togliere ai più marginali anche quel poco che hanno faticosamente costruito.

"Ci permettiamo di far notare al Governo", afferma Lucio Babolin, presidente del CNCA, "che giocare con il fuoco può diventare molto pericoloso: la vicenda assolutamente non chiara della giovane rom che, a Ponticelli, avrebbe tentato di rapire un bimbo - la madre ha dato versioni contraddittorie che, però, non trovano riscontro negli articoli dei giornali, nemmeno attraverso l'opportuno uso del condizionale - così come le successive mobilitazioni con tanto di molotov e spranghe sono la logica conseguenza di una paura che è anche artificialmente sostenuta. Vogliamo un mondo fatto di ronde, videocamere, vigilantes ed esercito nelle strade? Non sarebbe bello viverci, per i marginali come per i benestanti."


Roma, 14 maggio 2008

 
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