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Rivolte in carcere, attivare subito le misure alternative

L'emergenza coronavirus ha aggiunto ulteriore pressione in una situazione già oltre il limite del sopportabile

Comunicato stampa

Rivolte in carcere, attivare subito le misure alternative
L'emergenza coronavirus ha aggiunto ulteriore pressione
in una situazione già oltre il limite del sopportabile

Roma, 10 marzo 2020

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime forte preoccupazione per le rivolte che stanno avendo luogo in diversi istituti di pena italiani.

"L'emergenza coronavirus ha aggiunto ulteriore pressione in una situazione già oltre il limite del sopportabile, a causa di un sovraffollamento pesante e continuo", dichiara Riccardo De Facci, presidente del CNCA. "Alle rivolte di questi giorni bisogna rispondere non solo con la repressione, ma attivando misure alternative alla detenzione per un numero congruo di detenuti. E predisponendo modi di comunicazione tra detenuti e familiari diversi dalla presenza fisica, utilizzando gli strumenti offerti da internet o altri che non comportano rischi di contagio. Quello che è accaduto a Modena, poi, con le morti per overdose, rende evidente che negli istituti di pena devono essere presenti strumenti per intervenire in caso di overdose, superando l'ipocrisia che vuole il carcere libero dalle sostanze psicoattive."

"Proprio per far fronte a una situazione esplosiva", conclude De Facci, "dobbiamo prevedere un uso esteso e sistematico delle misure alternative alla detenzione (messa alla prova, detenzione domiciliare...), oltre l'emergenza di questi giorni, e cancellare alcune normative 'carcerogene' come l'attuale legislazione sulle droghe. Sono richieste che avanziamo da tempo e che continuano a restare senza risposta."

 
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