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Accordo Ue sui migranti, nessuna nuova, cattiva nuova

Don Armando Zappolini: "Nussun interesse per la vita e la dignità delle persone migranti, solito approccio 'scaricabarile' da parte di tutti i governi"

COMUNICATO STAMPA

Accordo Ue sui migranti,
nessuna nuova, cattiva nuova
Zappolini: "Nessun interesse per la vita e la dignità delle persone migranti,
solito approccio 'scaricabarile' da parte di tutti i governi.
Occorre una nuova politica migratoria europea"

Roma, 30 giugno 2018

"L'ultimo summit del Consiglio Europeo ha dimostrato, ancora una volta, l'assenza da parte dei governi europei di una reale volontà di affrontare un tema epocale come le migrazioni", dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA). "Appare chiaro a tutti che l'unico obiettivo perseguito dalle élite politiche dei diversi stati è quello di far entrare meno migranti possibili sul proprio territorio. Meglio mettere la testa sotto la sabbia e sperare che le cose, magicamente, si aggiustino da sole."

"Il vertice ha finito così per riproporre il solito approccio 'scaricabarile' adottato da tutti i governi," continua don Zappolini, "impegni di 'solidarietà' scritti nell'acqua, neutralizzazione delle ong, nessuna risorsa per uno sviluppo reale dell'Africa, frontiere europee spostate a sud della Libia e, immancabile, la proposta di mega-Cie, chiamiamoli così. Su tutto questo, per quanto ci riguarda, svetta il totale disinteresse per la vita e la dignità delle persone migranti. Le scene strazianti di ieri dovrebbero essere un monito per tutti coloro che non hanno perso anche solo una traccia di umanità."

"Oggi ci troviamo di fronte a una nuova emergenza che vede protagonista una nave di Proactiva Open Arms", conclude il presidente del CNCA. "Che facciamo? Andiamo avanti bloccando le navi nel canale di Sicilia? Criminalizzando le ong con accuse che poi, una per una, si rivelano infondate? Lasciando campo libero alle sedicenti "guardie costiere libiche"? Insieme a tanti altri pensiamo che sarebbe opportuno, piuttosto, mettere in piedi una politica migratoria europea - un tale fenomeno non può essere lasciato agli stati 'di primo arrivo' - che garantisca l'inalienabile diritto d'asilo e permetta l'arrivo di persone straniere tramite canali di ingresso sicuri. Non c'è altra strada. Evitiamo il cumulo di morti e sofferenze che la politica dei muri, in alternativa, produrrebbe sia nel canale di Sicilia sia negli stati africani con cui abbiamo stabilito, o stabiliremo, pessimi accordi."

 
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