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Sgombero eritrei in piazza Indipendenza, Comune e Regione inadempienti

Sui migranti, clima di opinione e lotta politica sempre più preoccupanti. Solidarietà a don Massimo Biancalani

Sgombero eritrei in piazza Indipendenza,
Comune e Regione inadempienti sulla questione occupazioni
Le azioni violente non risolvono i problemi
e colpiscono dignità e diritti delle persone.
Sui migranti, clima d'opinione e lotta politica
sempre più preoccupanti.
Solidarietà a don Massimo Biancalani

Roma, 25 agosto 2017

"Lo sgombero violento delle persone eritree che avevano occupato lo stabile di via Curtatone a Roma è stato il pessimo epilogo di una vicenda in cui brillano le gravi mancanze riferibili alle istituzioni comunali e regionali", dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA). Come ha riconosciuto lo stesso capo della Polizia Franco Gabrielli, non è in questo modo che si può risolvere un problema – quello della carenza di alloggi per persone straniere, ma anche italiane, che non riescono a sostenere gli alti costi degli affitti nella capitale – che chiama in causa precise responsabilità istituzionali. Anche noi ci domandiamo che fine abbia fatto il patto sottoscritto da Comune, Regione e Prefettura, che prevedeva anche uno stanziamento di fondi non indifferente, per affrontare in modo strutturale la questione delle occupazioni abusive, che riguarda nella capitale diverse migliaia di persone."

"In particolare", continua don Zappolini, "spiace ricordare che il Comune di Roma non ha ancora realizzato un piano accoglienza migranti assolutamente necessario. Questo favorisce il ricorso alla forza pubblica, che però in nessun caso dovrebbe condurre un'azione di sgombero nei modi visti ieri a piazza Indipendenza, nei confronti di stranieri indifesi, diversi dei quali con problemi sanitari o minori, nella gran parte dei casi, per giunta, con un titolo legale per risiedere nel nostro paese. L'amministrazione comunale dovrebbe aprire un vero confronto anche con il terzo settore, invece di continuare a rifiutare ostinatamente ogni dialogo sociale con associazioni e cooperative sociali e a ripetere il mantra degli 'immigrati grande business'. La questione accoglienza va governata, non demonizzata come sinonimo di malaffare."

"Non vorremmo poi", afferma il presidente del CNCA, "che l'azione di polizia in piazza Indipendenza sia, in qualche modo, connessa a un clima politico e di opinione pubblica sempre più preoccupante per i chiari riflessi di rifiuto dei migranti quando non di aperta e rivendicata xenofobia. Insieme a tanti altri abbiamo più volte criticato fermamente il decreto Minniti-Orlando sulla sicurezza, il piano del Governo per fermare l'arrivo dei migranti dalla Libia e il 'codice di condotta' che si è imposto alle Ong, oltretutto tentando anche di screditarle. Se aggiungiamo a tutto questo episodi come quello che hanno visto protagonista, suo malgrado, don Massimo Biancalani – a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza per un'intimidazione inaccettabile – si dovrebbe prendere atto del fatto che sono sempre più necessarie azioni e dichiarazioni pubbliche e istituzionali incisive e coraggiose che nascano da una cultura realmente rispettosa dei diritti e della dignità di ogni essere umano."

 

 
. Postato in Comunicati stampa

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