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CPT, il CNCA sta con i Governatori del centrosinistra

La Federazione chiede da anni la chiusura di questi "piccoli lager". CPT, il CNCA sta con i Governatori del centrosinistra. Le proposte della Federazione per fare del welfare il centro delle politiche regionali.

 

ROMA – Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime il proprio apprezzamento per la netta presa di posizione che hanno assunto i Presidenti delle Regioni governate dal centrosinistra, su iniziativa di Nichi Vendola, sulla vicenda dei cosiddetti Centri di Permanenza Temporanea, nei quali sono rinchiusi cittadini stranieri illegalmente presenti in Italia.

I CPT sono da sempre oggetto di critiche "feroci" e motivate da parte di numerose organizzazioni della società civile e sono stati anche al centro di indagini conoscitive da parte del Commissario europeo per i diritti umani. In uno di questi centri (quello pugliese) si è sviluppata l'attività per la quale è inquisito padre Lobue, il sacerdote che lo dirigeva.

Il CNCA ne chiede da anni la chiusura, definendoli piccoli lager nei quali vengono spesso negati i diritti minimi: alla libertà, alla salute, al rapporto con i propri familiari.

Ci ha fatto, quindi, piacere che il confronto tra i Governatori di centrosinistra abbia prodotto un documento che ne chiede la chiusura denunciando la situazione disumana di queste carceri spacciate per centri di accoglienza.

Finalmente qualcosa di civile in questa politica dell'inciviltà che sta caratterizzando il nostro paese.

Ma noi chiediamo al centrosinistra, nelle Regioni e nelle città nelle quali è stato premiato dal voto degli elettori, di rendere molto più evidente la differenza e la distanza dalle scelte e dalle strategie del Governo nazionale.

Lo chiediamo e lo rivendichiamo in particolare sulle cosiddette "politiche di welfare".

Ci sembrano maturi i tempi per una netta scelta di campo: fare della questione sociale il cuore della piattaforma programmatica delle amministrazioni locali. Assumere l'esigenza di un nuovo patto sociale centrato sui diritti delle persone, sulla scelta di più Stato e più Sociale trasformato in risorsa capace di costruire comunità locali accoglienti e solidali.

Chiediamo ai Governatori di definire, con altrettanta fermezza, una piattaforma di orientamenti condivisi in tema di:

- applicazione della legge 328 attraverso la definizione dei Livelli essenziali di assistenza e la definizione delle professioni sociali in modo autonomo rispetto alla latitanza governativa;

- rivendicazione della determinazione del Fondo unico indistinto per i servizi alla persona sulla base di quote capitarie con un adeguamento del suo ammontare che almeno lo avvicini al fondo sanitario;

- individuazione di alcuni ambiti settoriali particolarmente problematici ai quali garantire un flusso di risorse certe: tossicodipendenze, minori e giovani;

- frenare le spese per armamenti destinando il risparmio che si viene a realizzare all'aumento del fondo sociale;

- individuare ambiti territoriali omogenei per la gestione decentrata delle politiche territoriali evitando sia l'eccessiva frammentazione, ma anche l'esagerata dilatazione dei territori di riferimento e prevedendo una dotazione organica minimamente coerente alla garanzia della fruibilità dei diritti essenziali di cittadinanza;

- modificare nella sostanza gli attuali criteri di nomina della dirigenza delle Aziende sanitarie sottraendoli alla spartizione partitica e al controllo politico cui oggi sono sottoposti.

Insomma, chiediamo la definizione di una cornice comune per le politiche regionali che possa fungere da area di sperimentazione orientata a prefigurare un modello positivo, verificabile ed eventualmente estendibile all'intero territorio nazionale.

Se non si avrà questo coraggio, avranno ragione coloro che vanno sostenendo l'inesistenza reale anche da parte dei partiti e dei governi di centrosinistra della volontà di contrastare efficacemente la povertà, l'emarginazione, la fatica del vivere di molti cittadini senza ricorrere all'assitenzialismo, al controllo sociale, a pratiche punitive.


Roma, 17 luglio 2005

 
. Postato in Comunicati stampa

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