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''Nei casi come quello della bimba di Bari sia prevista l'omissione di soccorso''

La cittadinanza responsabile presuppone non solo diritti, ma anche doveri. Il CNCA: "Nei casi come quello della bimba di Bari sia prevista l’omissione di soccorso"Giusta la proposta del sindaco barese di vendere edifici pubblici per finanziare le politiche sociali

 

ROMA – Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) esprime tutto il suo dolore per la morte della bimba di sedici mesi deceduta il 7 gennaio scorso a Bari. La Federazione sottolinea che le gravi condizioni in cui la piccola Eleonora era costretta a vivere chiamano in causa non solo le responsabilità dei genitori, ma anche quelle di un’intera comunità, che non può restare sorda dinanzi alle tragedie che avvengono al suo interno.
Proprio per questo il CNCA chiede che si apra nella società civile e nella politica una riflessione per arrivare a definire una responsabilità che non sia solo morale, ma civile nei confronti di coloro che sono a conoscenza di tali gravi situazioni di disagio e maltrattamenti, ma non intervengono opportunamente. Sarebbe una sorta di "omissione di soccorso", che può raffigurarsi come illecito perseguibile. La mancanza sarebbe, ovviamente, più grave se ne fosse interessato un minore.
"La cittadinanza, infatti, – afferma Lucio Babolin, presidente del CNCA – non è qualcosa che si riceve, passivamente, attraverso la nascita in un dato territorio, quanto piuttosto un compito, da svolgere attivamente, di partecipazione alla costruzione del bene pubblico. Per questo essa è essenzialmente responsabilità: un prendersi cura delle vite con cui condividiamo uno spazio, un interesse per le relazioni sociali che in esso vengono intessute o eluse."
Nel caso della bambina barese, cosa facevano vicini e istituzioni? Se, come sembra a leggere i resoconti della stampa, erano a conoscenza della malnutrizione e delle violenze che la piccola subiva, perché non hanno agito avvertendo l’autorità competente? Perché non hanno provato a farsi carico della situazione, sostenendo e consigliando?
"Il CNCA – continua Babolin – fin dalla sua nascita si è caratterizzato per una riflessione sulla cittadinanza responsabile che, in quanto tale, non presuppone solo diritti e tutele, ma anche doveri, obblighi che si hanno nei confronti degli altri cittadini e della collettività. In alcune situazioni – come ci pare sia quella della povera bimba barese – la responsabilità è un atto dovuto. E chi non si mobilita in favore delle vittime non può giustificarsi dicendo: ‘E io che c’entro? Non erano mica fatti miei!’. Quando c’è violenza, un cittadino ‘c’entra’ eccome."
La tragedia di Bari, inoltre, evidenzia con nettezza le conseguenze delle sciagurate politiche di riduzione della spesa sociale. Per questo il CNCA giudica estremamente positive le dichiarazioni del sindaco del capoluogo barese, Michele Emiliano, a proposito della disponibilità dell’amministrazione a vendere edifici pubblici pur di ottenere nuovi finanziamenti per le politiche sociali. Dinanzi a un governo nazionale che cartolarizza beni dello stato non per risollevare la qualità della vita di tutta la cittadinanza, e dei più deboli in particolare, ma solo per far quadrare il bilancio e ridurre le tasse soprattutto ai più ricchi, "ci pare coraggiosa – conclude Babolin – l’intenzione di Michele Emiliano di mettere realmente e concretamente il welfare al centro dell’azione pubblica, fino al punto di alienare i ‘gioielli di famiglia’ pur di garantire un livello di benessere sociale adeguato e scongiurare altre possibili tragedie. Il CNCA è pronto a sostenere l’iniziativa del sindaco di Bari e degli altri amministratori locali che vorranno muoversi nella stessa direzione."


Roma, 10 gennaio 2005

 
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