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Le Radici e le Ali

Il progetto Le radici e le Ali è un progetto promosso e gestito dal CNCA e finanziato dal Ministero della Solidarietà ai sensi della L. 7 dicembre 2000, n° 83 art 12 lett. F) anno finanziario 2007.

Obiettivo

Progettare e realizzare un intervento in Italia a favore delle seconde generazioni di migranti e delle giovani generazioni rom, al fine di promuovere reali percorsi di inclusione sociale e culturale all’interno della comunità in cui vivono, attraverso la sperimentazione di strategie e dispositivi metodologici innovativi..

Obiettivi operativi

- Lo sviluppo di partnership ampie, in grado di assicurare l’adozione di approcci integrati, fondati su metodologie di case management.

- Un’analisi approfondita dei fenomeni di inclusione socio culturale versus discriminazione dei giovani immigrati – in particolare i giovani rom - e delle relazioni di causa ed effetto (o concausa ed effetto molteplice) che la inducono.

- La realizzazione di concreti laboratori di cittadinanza

Metodologie

Lavorare con i giovani immigrati di seconda generazione su temi dell’identità, dell’inclusione sociale e della valorizzazione del sé richiede l’adozione di un approccio multidisciplinare e sistemico, basato su modelli organizzativi efficaci nonché su metodologie attive e partecipate. Le metodologie previste in questo progetto sono:

- La metodologia della Ricerca-azione per consentire l’acquisizione di una conoscenza più analitica dei rapporti causali che generano vulnerabilità e discriminazione razziale, della complessa e frammentata fenomenologia assunta, nonché delle dinamiche evolutive prevedibili in embrione. L’estrema eterogeneità ed i rapidi cambiamenti osservabili nel settore impongono infatti una conoscenza approfondita del problema, come misura propedeutica per formulare strategie e dispositivi di intervento in grado di rispondere compiutamente al sistema dei bisogni.

- Il Lavoro di Rete e di attivazione delle sinergie territoriali, attraverso la creazione di ampi e qualificati networks, in grado di affrontare in maniera coesa e sinergica il fenomeno, nonché le specifiche determinanti.

- Progettazione di interventi in grado di facilitare l’accesso ai percorsi di inclusione da parte dei singoli destinatari finali. In questo senso, l’opzione metodologica di fondo si basa sulla definizione di un approccio flessibile e personalizzabile, quale quello della peer education, che mette al centro il giovane immigrato con le sue capacità, le sue risorse e la sua autodeterminazione.

I principali risultati attesi

§ L’analisi approfondita dei fenomeni e delle relative determinanti, che condurrà ad un’analisi comparativa e di benchmarking, consentirà di orientare la progettazione esecutiva dell’intervento e l’individuazione di metodologie ed approcci congrui.

§ L’attivazione di "tavoli della cittadinanza", network permanenti in grado di coinvolgere il mondo del volontariato, le Pubbliche amministrazioni territoriali, le agenzie educative e formative, le parti sociali e gli altri interlocutori attivi, con l’obiettivo di promuovere il coinvolgimento dei giovani in percorsi di impegno civico, che possa sostenerne la crescita identitaria e la costruzione di relazioni significative.

§ Lo sviluppo di capitale sociale.

§ L’attivazione di significative reti di volontariato, in grado di coinvolgere, su base regionale e nazionale, tutte quelle risorse potenzialmente mobilitabili sia per la gestione dell’intervento specifico sia per proseguire successivamente nel lavoro di realizzazione di percorsi di cittadinanza attiva e di promozione di una cultura dell’accoglienza e dell’inclusione sociale;

§ L’aggregazione dei giovani intorno a luoghi e spazi di possibile rappresentanza.

§ L’acquisizione consapevole dei giovani coinvolti nel percorso del loro ruolo di peer educator.

§ La sistematizzazione dei risultati conseguiti e la modellizzazione della sperimentazione condotta, al fine di agevolarne la trasferibilità in altri contesti;

§ La diffusione e il mainstreaming dell’iniziativa.

Soggetti e territori coinvolti

1) In Toscana, nella provincia di Firenze:

"Associazione Progetto Arcobaleno", Via del Leone, 9 - 50129 Firenze.

2) In Calabria, nella provincia di Catanzaro:

"Associazione Comunità Progetto Sud", Via Conforti, s.n.c. - 88046 Lamezia Terme (CZ).

3) In Piemonte, nella provincia di Torino:

"Ass. AIZO" (Associazione Italiana Zingari Oggi), C.So Montegrappa N°118 – 10145 Torino.

4) In Sicilia, nella provincia di Messina:

"Associazione Santa Maria della Strada", Via Comunale, 1 - Messina.

5) In Friuli Venezia Giulia, nella provincia di Pordenone:

Associazione di Volontariato "Il Noce onlus" – Via Vittorio Veneto, 45 – 33072 Casarsa della Delizia (PN).

6) In Puglia, nella provincia di Bari:

"Associazione Centro Lotta al Disagio" (C.L.A.D.) – L.go Pappagallo, 11 – 70038 Terlizzi (BA).

Attività previste

L’iniziativa progettuale si articola in 7 fasi, ciascuna caratterizzata da diverse attività da attuare nell’arco di 18 mesi.

Ø Fase I: Governance e coordinamento dell’iniziativa (18 mesi)

In questa fase, l’attività consiste nell’attivare un comitato di coordinamento del progetto, composto da un referente per ciascuna APS afferente e per ciascun partner, che avrà il compito di programmare e coordinare tutte le attività previste.

Ø Fase II: Analisi dei fenomeni e delle relative determinanti (7 mesi)

In questa fase il progetto prevede la conduzione di un intervento propedeutico di analisi, finalizzato a:

- rilevare i cambiamenti intervenuti a livello nazionale e nella struttura delle comunità locali;

- analizzare le variabili e le determinanti che sono alla base delle forme di disagio dei giovani immigrati e in particolare dei rom, nonché le percezioni e le rappresentazioni culturali che la società esprime nei loro confronti;

- Dare voce alle esigenze e alle aspettative "ai sogni e ai bisogni degli italiani con il trattino" garantendo l’espressione del proprio senso dell’identità e di appartenenza etnica e sociale.

Ø Fase III: Networking e sviluppo di capitale sociale (18 mesi)

Questa fase prevede l’attivazione di significative reti del volontariato e non solo, in grado di coinvolgere, su base regionale e nazionale, tutte quelle risorse potenzialmente mobilitabili per la gestione dell’intervento.

In concreto si prevede:

Individuazione del referente/coordinatore di rete;

Sensibilizzazione ed animazione degli interlocutori territoriali coinvolgibili (associazioni di volontariato, scuole, operatori del tempo libero, prefetture, enti locali, privato sociale, …);

Incontri della rete;

Definizione degli obiettivi della rete sul territorio;

Individuazione delle specifiche metodologie operative;

Programmazione attività della rete

Ø IV Fase: Attività promozionali e di sensibilizzazione (3 mesi)

In questa fase si prevede la conduzione di interventi di sensibilizzazione ed informazione in vari, possibili contesti, quali: scuole, associazionismo giovanile, Centri sociali, oratori, centri Informagiovani, luoghi informali di aggregazione (bar, sale gioco ….), al fine di sensibilizzarli rispetto al tema della cittadinanza attiva, della partecipazione e protagonismo individuale e di gruppo

Ø V Fase: Attivazione di percorsi di peer education (10 mesi)

I ragazzi che nell’ambito dell’intervento precedente di sensibilizzazione e animazione territoriale avranno dimostrato particolare capacità, motivazione ed attitudini alla leadership, verranno inclusi, per un numero non superiore di 60, all’interno di un percorso di mentoring, che prevede incontri individuali e di gruppo, al fine di formare peer educator che possano contribuire ad intercettare altri giovani ed adolescenti. Nell’ambito di questa attività, si cercherà anche di fornire loro una serie di strumenti operativamente fruibili. Questi giovani verranno invitati a partecipare ad esperienze laboratoriali organizzate per aree tematiche che saranno gestiti all’interno delle associazioni del territorio.

Ø VI Fase: Diffusione e mainstreaming

Questa fase si articola in tutta la durata del progetto e prevede azioni di promozione e diffusione delle attività progettuali nei territori di sperimentazione.

Ø VII Fase: Monitoraggio e valutazione

Il sistema di monitoraggio e valutazione accompagnerà tutto l’intervento nelle sue diverse fasi.

Staff di progetto

Marina Galati responsabile del progetto nazionale

Maria Teresa Romano segreteria organizzativa

Mario Passamonti responsabile amministrativo

Antonio Samà responsabile scientifico della ricerca azione

Emilio Vergani responsabile valutazione

Francesca Sardi referente territoriale Piemonte

Luigi Cesarin referente territoriale Friuli Venia Giulia

Amedeo Costantino referente territoriale Emilia Romagna

Giuseppe Memola referente territoriale Puglia

Isabella Saraceni referente territoriale Calabria

Salvatore Gulletta referente territoriale Sicilia

 

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