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PAS: principi attivi di salute

Titolo PAS: principi attivi di salute. Strategie per la prevenzione, la riduzione del danno ed il contrasto alla diffusione nei consumi e abusi di sostanze psicoattive e NPS da parte di giovani e adulti

Finanziatore: Ministero del Lavoro e politiche sociali, DLGS 117,  3 luglio 2017 at. 72

Durata: 18 mesi

Data avvio: 26 giugno 2018

Soggetti attuatori: Cnca (capofila), Cica e Arcigay (partner)

Problema che il progetto intende affrontare: il fenomeno dei consumi più o meno problematici e delle dipendenze è caratterizzato da continua evoluzione e forte mutevolezza: ai consumatori delle cosiddette "vecchie sostanze" che non hanno mai cessato di rappresentare un grave pericolo, si sommano i consumatori delle "nuove sostanze", che negli ultimi anni hanno visto una particolare diffusione e aumento della potenziale tossicità; ne è prova la particolare attenzione dedicata, sia dalla comunità scientifica che dai media, alle NSP (nuove sostanze psicoattive) e alle SPICE (cannabis sintetica).

Finalità: Il progetto si propone di sviluppare un insieme di "principi attivi di salute" intesi come azioni tra loro coordinate e integrate, afferenti al cosiddetto "quarto pilastro delle strategie di lotta alla droga", relative al paradigma della Riduzione del danno.

Target e risultati attesi: Il progetto nel suo insieme punta a generare benefici riconducibili a tre target:

  • il mondo dei consumatori, non sempre consapevoli dei rischi e dei danni per la propria salute a cui vanno incontro con l'assunzione di sostanze, di cui spesso ignorano la composizione e i principi attivi. L'obiettivo degli interventi progettuali è informarli e sensibilizzarli nei contesti d'uso e di socialità ricreativa sopra descritti, potenziando in loro le capacità di empowerment e autoregolazione nei consumi, garantendo forme di presa in carico da parte del sistema di cura.

  • il mondo degli operatori professionali, da aggiornare sia rispetto all'approccio culturale e organizzativo dei servizi, impostati per dare risposte a modalità di assunzione di sostanze e fenomeni di tipo "più tradizionale" e poco preparati per far fronte ai consumi di NPS ad es, sia rispetto alle tecniche, sia agli strumenti e strategie di intervento nella "Bassa soglia" (drug cheking, peer support, counseling, out reach). L'obiettivo qui è investire sulle conoscenze e abilità, sul potenziamento del bagaglio tecnico/professionale, ma anche sulla trasformazione organizzativa dei servizi che incontrano l'utenza, sull'incremento della diffusione di questo tipo di azioni nelle Regioni del Sud che ne sono scarsamente provviste;

  • il mondo delle istituzioni, puntando a migliorare la capacità di collaborazione e cooperazione tra enti e istituzioni (SerD, Privato sociale, Forze dell'ordine, Ministero Salute, Dipartimento nazionale antidroga, Servizi sociali locali) in una logica di governo multilivello del fenomeno. L'obiettivo è rafforzare la capacità di leale collaborazione tra i vari livelli della Pubblica amministrazione, favorire l'integrazione socio sanitaria (di persone, professioni, enti) stabilizzare circuiti organizzativi mediante la stipula di protocolli e intese, contribuire a declinare in concreto i profili di attuazione del DPCM relativo ai Livelli essenziali di assistenza, nella parte relativa agli interventi di riduzione del danno sia per la parte relativa al consumo di sostanze che per la parte relativa alla prevenzione della trasmissione delle malattie infettive e sessualmente trasmesse.

Attività
FASE1 Governance: comprendono la direzione, il coordinamento operativo e amministrativo del progetto, il supporto di segreteria, le funzioni di monitoraggio e valutazione del progetto. Della Governance progettuale fa parte anche l'azione di capacity building mediante la costituzione di un Tavolo nazionale interistituzionale di confronto per la definizione Linee guida operative nazionali

FASE 2 Ricerca: comprende la realizzazione di una mappatura interna alla rete di partenariato, per approfondire la conoscenza delle caratteristiche qualitative e quantitative degli interventi di riduzione del danno portate avanti dai rispettivi associati, l'individuazione dei principali "fattori di successo" presenti in questo tipo di esperienze, al fine di poterle replicare altrove e la rilevazione dei bisogni formativi degli operatori; la produzione di un dossier documentale e la realizzazione di una ricerca qualitativa con metodologia etnografica su un campione di consumatori problematici di sostanze, con un approfondimento anche sul fenomeno del chemsex.

FASE3 Formazione: sulla base dei risultati delle azioni di ricerca, saranno avviate delle attività di formazione e scambio per operatori, mediante la costituzione di una comunità di pratiche, alla quale saranno invitati a prendere parte 250 operatori del privato sociale e 50 operatori del pubblico, con l'organizzazione complessivamente di 30 moduli formativi da 4 ore ciascuno per complessive 120 ore di formazione

FASE 4 Interventi territoriali: si prevede di realizzare 55 interventi di unità mobili per la riduzione del danno in modo da coprire tutte le regioni italiane, riuscendo a contattare almeno 750 fra giovani e adulti, in occasione di eventi del loisir. Gli interventi saranno realizzati da una equipe multidisciplinare e offriranno setting sicuri di consumo.

FASE 5 Diffusione: prevede la realizzazione di un logo e brochure informativa sul progetto, una pagina web informativa, la pubblicazione di notizie sui social network, la redazione e invio di 5 newsletter digitali, l'organizzazione di una iniziativa nazionale di sensibilizzazione in occasione della Giornata mondiale per la lotta all'Hiv/Aids e infine, la redazione e stampa in 1000 copie di una pubblicazione contenente i principali risultati del progetto, da distribuirsi in occasione dell'organizzazione del convegno nazionale finale di 1 giornata.

pdfScarica il progetto presentato

 

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