Campagna "I diritti alzano la voce"

i diritti alzano la voce bannerIl CNCA è stato tra i promotori della campagna I diritti alzano la voce, partita nella primavera del 2009 e conclusasi nel giugno 2012.

La campagna è nata dall'insoddisfazione di alcuni esponenti del terzo settore per come i temi del welfare e dei diritti sociali erano affrontati dalla politica e dai media e per lo stato del nostro sistema di protezione sociale.

Dal confronto che ne è seguito ha avuto origine un Manifesto per il welfare, intitolato "Il benessere è un diritto, la disuguaglianza un'ingiustizia", presentato alla stampa e all'opinione pubblica l'1 luglio 2009.

Quel testo è stato poi rafforzato con la definizione di un Documento base generale che contiene un'analisi della situazione presente rispetto al tema dei diritti e con una proposta politica forte, di sistema, per un nuovo welfare articolata per aree di priorità: la Piattaforma politica , in cui sono indicate le proposte considerate prioritarie.

La campagna si è impegnata per una riforma del welfare fondata su precisi principi etici e politici:

  • la riaffermazione del valore della Costituzione e dei diritti di cittadinanza;la denuncia rispetto alla crescita della povertà e delle disuguaglianze e all'uso del diritto penale e del carcere come risposta ai problemi sociali;
  • la richiesta di una nuova politica, capace di farsi carico, prioritariamente, del bene e dei beni comuni;
  • il valore del lavoro, dell'istruzione, della salute, della casa, di politiche fiscali progressive, di politiche sociali ancorate a diritti universali ed esigibili.
  • A tal fine ha promosso prese di posizione, relazioni con istituzioni e altri soggetti politici e sociali, iniziative di mobilitazione, momenti di riflessione, attività di comunicazione.

In occasione del convegno nazionale "Universale e locale. Istituzioni e terzo settore insieme per un nuovo welfare" (novembre 2010), co-promosso dalla campagna insieme alla Regione Emilia Romagna, è stato predisposto un nuovo documento di analisi del welfare italiano.

Il 23 giugno 2011 I diritti alzano la voce e il Forum del Terzo Settore hanno portato alcune migliaia di persone davanti a Montecitorio al grido di "Basta tagli, ora diritti! Sussidiarietà, non scaricabarile!", per protestare contro i tagli alle politiche sociali attuati dal Governo in carica e proporre una diversa visione del welfare, avanzando anche alcune proposte specifiche.

Nel novembre 2011, poi, I diritti alzano la voce e la campagna Sbilanciamoci! hanno presentato il Libro Nero sul Welfare italiano, un vero e proprio dossier, ricco di dati e informazioni dettagliate, che porta il sottotitolo "Come il Governo italiano – con le manovre economico-finanziarie e la legge delega fiscale e assistenziale – sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i diritti". Anche in questo documento vengono avanzate numerose e circostanziate proposte di politica economica e sociale alternative a quelle dominanti.

Nel giugno 2012 i promotori della campagna hanno deciso di aprire una nuova fase di impegno, con la stessa ispirazione e visione, mettendo fine all'esperienza de I diritti alzano la voce per contribuire all'attività della rete "Cresce il welfare, cresce l'Italia", alla cui nascita hanno contribuito sia la campagna sia diverse delle organizzazioni a essa aderenti.

La campagna è stata promossa da:
Antigone, Arci, Arciragazzi, Associazione Città visibile, Associazione Familiari Alzheimer Pordenone Onlus, Associazione Welcome, Auser, Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (Cirem) - Napoli, Cittadinanzattiva, Comitato Diritti Civili delle Prostitute, Comunità Saman, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Emmaus Italia, Erit Italia, Eurocare Italia, Federazione Internazionale "Città sociale" - Campania, Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish), Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD), Federazione Scs/Cnos - Salesiani per il sociale, Forum Droghe, Ires Campania, Jesuit Social Network (Jsn) Italia, Lunaria, Movi, Movimento Rinnovamento democratico, Solidarietà e Cooperazione - Cipsi.

Info: www.idirittialzanolavoce.org

 

"Strada facendo", promossa da Gruppo Abele, Libera e Cnca

banner strada facendo 4.gifUn migliaio di persone ha partecipato all'ultima edizione di febbraio 2010, la quarta. A Terni, dal 5 al 7 febbraio, si è ragionato sulla crisi del welfare e sulle proposte per definire quel patto sociale di cui c'è urgente bisogno.

Dai tre giorni di lavoro è stata elaborata la Carta di Terni per un nuovo welfare.

Ciotti, nel suo intervento conclusivo, ha detto chiaramente che si tratta di "una Carta da trasformare in carne". Per il fondatore del Gruppo Abele e di Libera la sfida che abbiamo di fronte è soprattutto culturale: "La giustizia ha bisogno di cultura. E' la cultura che fa crescere la giustizia." C'è la necessità di creare un nuovo vocabolario. E una politica che parli "il linguaggio della comunità e non quello dell'immunità". Ciotti ha terminato il suo intervento con un forte incitamento: "Non limitiamoci a sperare, ma organizziamola concretamente, questa speranza."

Il dossier dell'ultima edizione.

 

 

 

Campagna "Non aver paura"

non aver pauraLa Campagna nazionale contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'altro "Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti" è stata presentata alla stampa il 18 marzo 2009, come reazione ai tanti episodi di xenofobia e razzismo che si sono registrati nel nostro paese, alle continue strumentalizzazioni della politica e alle normative punitive e discriminatorie contro le persone immigrate volute dal Governo e approvate in Parlamento.

L'iniziativa è promossa dalle Acli, l'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati, Amnesty, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri sociali, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cir, Cisl, Cnca, Comunità di Sant'Egidio, Csvnet, Emmaus Italia, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti, FioPsd, Gruppo Abele, Libera, Rete G2, Save the Children, Sei - Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco e Uil.

Simobolo della campagna è un fantasmino giallo che non fa paura, anzi sorride: è uno spauracchio, disegnato da Viorel Samuel Cirpaciu, bambino rom di 11 anni. Le iniziative della campagna avvengono sia a livello nazionale sia a livello locale, soprattutto dove sono nati comitati cittadini di azione.

 

Cartello "Non incarcerate il nostro crescere"

logo non incarcerate il nostro crescereQuando, nel 2003, il Governo allora in carica decise di lanciare una nuova "guerra alle droghe" che si proponeva, esplicitamente, di colpire le persone più giovani o in maggiori difficoltà, la nostra Federazione decise subito di mobilitarsi. E lo fece non solo chiamando a raccolta i propri gruppi e le proprie articolazioni territoriali, bensì promuovendo un cartello di forze diverse - composto da oltre 40 organizzazioni nazionali più diverse decine locali; da servizi pubblici e privati, associazionismo, sindacati, operatori della giustizia, con le più diverse ispirazioni culturali e politiche - che fosse in grado di contrastare le proposte repressive avanzate dall'esecutivo, il cosiddetto "Ddl Fini", e di elaborare una visione del tutto diversa della questione droghe e del rapporto con le giovani generazioni.

Il cartello prese il nome di "Non incarcerate il nostro crescere", evidenziando così chiaramente che la posta in gioco nel conflitto venutosi a creare tra il Governo e la quasi totalità dei servizi pubblici e privati del settore era prima di tutto educativa. Il CNCA si è assunto, fin dall'inizio, il compito di coordinare la campagna.

Idealmente, il cartello prendeva il testimone da una delle più importanti campagne condotte dalle organizzazioni civiche nel nostro Paese, quella intitolata "Educare non punire", contro la legge del 1990 voluta fortemente da Bettino Craxi in persona, nota come "Jervolino-Vassalli", le cui parti più repressive furono poi cancellate con un referendum del 1993 grazie anche a quella mobilitazione.

Il cartello in questi anni - pur non essendo stato in grado di impedire l'approvazione di una normativa sulle droghe inutilmente e ideologicamente repressiva, la cosiddetta "Fini-Giovanardi" - ha organizzato eventi importanti in varie parti d'Italia, coinvolgendo ogni volta parecchie centinaia di operatori e aprendo un'interlocuzione forte con le Regioni, e costituito di fatto il più significativo centro di iniziativa politica e di riflessione sul tema dipendenze a livello nazionale, sia per quanto riguarda gli aspetti politici generali sia per quanto attiene alla costruzione di un nuovo sistema di intervento adeguato ai grandi e repentini mutamenti che avvengono nel mercato delle droghe italiano e mondiale.

 

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